XLIX

By Giovanni Boccaccio

Son certi augei sì vaghi della luce,

ch'avendogli la notte già riposti

nel lor albergo e dentro a sé nascosti,

desti da picciol suono, ove traluce

quantunque picciol lume, gli conduce

il desio d'esso; al qual seguir disposti,

dove diletto cercan, ne' sopposti

lacci sottentron drieto al falso duce.

Lasso, così sovente m'addiviene,

ché, dove io sento dal voler chiamarmi

drieto a' begli occhi e falsi di costei,

presto vi corro, e da nuove catene

legar mi veggio onde di scaprestarmi,

stolto, speravo per rimirar lei.