XLIX

By Giusto de' Conti

Sia dunque benedetto il primo inganno,

Onde mi prese sì, che ancor mi tene

Amor ferito a morte, et l'alta spene,

Che volse la mia vita a tanto affanno:

Et le faville accese, che mi stanno

A mille a mille sparte in fra le vene:

Et l'ora, ch'io scopersi tanto bene

Per gli occhi, che dì et notte dir mi fanno.

Sia benedetto l'amoroso lampo,

Che mi percosse d'un soave ardore,

Il dì, che io vidi il bel sembiante umano.

Sia benedetto quando per mio scampo

Corsi fuggendo il caldo d'altro amore,

Alla dolce ombra della bella mano.