XLIX

By Lorenzo de' Medici

Tu se' di ciascun mio pensiero e cura,

cara imagine mia, riposo e porto:

con teco piango e teco mi conforto,

s'avvien ch'abbi speranza o ver paura.

Talor, come se fussi viva e pura,

teco mi dolgo d'ogni inganno e torto,

e fammi il van pensier sì poco accorto,

che altro non chiederei, se l'error dura.

Ma poi nuovi sospir' dal cor risorge;

fan gli occhi un lacrimoso fiume e largo,

e si rinnuovan tutti e miei martìri,

quando la misera alma alfin s'accorge

che indarno i prieghi e le parole spargo;

ond'io pur torno a' primi miei desiri.