XLIX

By Ludovico Leporeo

Tien in fren Tebro, Ren, Istro, Ebro e Xanto

L'udir dir che fuggir a par del vento

Dolor, rigor, rancor dal cor infranto,

E che in me più non è noia e tormento,

Schiavitù, servitù; né più m'avvanto:

Mi nodrisco in nemico intrico, e stento;

Di gentil, signoril, servil talento,

Di lai, di guai, ahi, che non scema alquanto!

Cagion ch'io son prigion in laberinto,

E Giove altrove piove, e già consonto

Mi fé, che in me non è gioia di Cinto.

Io ploro di martoro e muoro in Ponto,

Ché Roma doma, e la mia chioma ha scinto

D'onor, d'allor, e ognor mi reca affronto.