XLV (49)

By Luca Contile

Quanto vo' più purgar l'aspra ferita

che col ferro d'error nel cor mi fei,

più fo l'unguenti a risaldarla rei,

onde cresce il pericol de la vita.

Perché di dentro la materia unita

putrida è già, che fuor cavar vorrei,

n'altro remedio ritrovar saprei

se quel medesmo ferro non m'aita;

se con quel non recido, e se non sego

l'infetta carne, d'incurabil colpo,

con eterno dolor, piagato resto.

Bramo guarir, la nuova piaga niego,

vorrei tardare e la tardanza incolpo:

mortal m'è l'uno e l'altro m'è molesto.