XLV

By Domenico di Giovanni

Vecchia ritrosa, perfida e maligna,

inimica d'ogni ben, invidiosa,

e strega incantatrice e maliosa,

trista, stravolta, che se' pien di tigna.

Barbuta se' più folta che gramigna,

gli occhi e 'l naso ti colan senza posa,

puzzati el fiato, sdentata rabbiosa

se ridi pari un diavol che digrigna.

E tanto è velenosa la tua vista

che ciò che miri corrompi per paodo,

cheangel nonpuao salmista.

Ma io mi voglio di te un colabrodo,

che sempre mai t'ha fatto viver trista,

e pagner se m'hai fatto frodo.

E di questo mi godo,

perché da te si fugge tutta gente,

per lo tuo marcio conno puzzolente