XLV

By Giacomo Lubrano

Tributario s'inchina il Re de' vènti

al meccanico ardir di fabro ingegno,

e sbalza fuor dell'Iperboreo regno

a far delizie nostre i suoi spaventi.

L'orrida tirannia d'Austri frementi

dentro vene di piombo, urne di legno,

in armonico suon tempra lo sdegno,

e vi forza a garrir muti elementi.

Scoppian fra l'acque e l'aure in lacci ascose

Mongibelli di neve, aerei Bronti,

a fulminar del Sol l'ore focose.

Pinge la Terra in giocolieri affronti

Iridi nel sereno, e rende ombrose

l'onde già furie in mar, pompe ne' fonti.