XLV
O del divin pensier felice obietto
e del cerchio sovran pi` bella parte,
che sète delle grazie in ciel cosparte
gentil, grato, cortese, almo ricetto!
Qual d'uom fia mai così chiaro ricetto
che ridir possa qual ingegno e arte
del sacro tempio le virtuti in carte,
qual fu per vero ben del mondo eletto?
Sono i trofei che 'l van fregiando intorno
casta bellezza e vera leggiadria,
e 'n grembo ha santo amor, santo desìo;
onde duolmi ch'assai pigro e restìo
sia lo mio stil, che non può farlo adorno
in offrirli quei don ch'offrir devrìa.