XLVI (50)

By Luca Contile

Lasso, che giova viver sospirando

se nel cor, nel pensier, ne l'opre fallo?

E quel che dentro ognor mi punge, sallo

che 'l fin lo desta e lo travaglia il quando.

Vo' pur i giorni e l'ore misurando

né mai disegno alcuna cosa in fallo,

ma gli oggetti or del rosso ed or del giallo

mi fanno gir dogliosamente errando.

Mentre di magior cibo m'era uopo,

e mentre che 'l soverchio caldo femi

sotto inquieta etate errante e folle,

non ebbi chi mi riprendesse; or dopo

c'ho chi m'accusa, ritirar vorremi

ma 'l vizio è giunto dentro a le medolle.