XLVI

By Bernardo Pulci

Era già Febo co' cavagli un pezzo

corso veloce col bel carro d'oro,

quand'io vidi apparire un tal tesoro

che 'l ciel porse per grazia, e non per prezzo.

Un bel rubin fra perle era 'n un vezzo,

che incatenava il suo collo decoro,

qual fu cagion di gaudio e di martoro,

per cui il petto di lagrime fu mezzo.

Nel tempio intrava di chi 'l nome porto

e sempre porterà chi s'innamora,

qual chi di libertà si vede privo.

Dinanzi a quella Madre stette un'ora

che 'l Figlio sudò poi sangue ne l'orto.

Virtù con senno ragionar sentivo.