XLVI

By Domenico di Giovanni

Vidi, ad un sorbo, di succiole un vespaio,

ch'era raccolto lì per cavar pera

a ser Minchion, che va cavando cera

intorno all'orlo d'un gran calamaio.

E di ciò accorgendosi un mugnaio,

sul mezzodì un poco avanti sera,

lasciò 'l mulin, che stava sulla Nera,

e tutto 'l foderò d'oscuro vaio.

Ma l'un, pestando agresto nel mortaio,

caddele trafitto, sì che geme l'occhio

dell'agresto matur di quel casciaio

Ch'attorno al collo ne porta un mazzocchio.

Ma Cesare e Pompeo, Marco e Gaio,

trovan che n'ha sotto un grosso rocchio

Che fora com'un socchio.

Però si fa sì grossa la salsiccia,

per empier la diluvia d'una miccia.