XLVI

By Giovanni Prati

— Chi batte a l´uscio della mia dimora,

sì fuor di tempo? Pellegrin, che vuoi?

— Ti dimando ricovro. — È tarda l´ora;

né c´è negozio da trattar fra noi.

— Aprimi, dico. — Non finisci ancora?

— A me la soglia ricusar non puoi.

— Fuor resta intanto. — Per restar di fuora

son poco saldi i chiavistelli tuoi.

— Or chi se´ tu? — Son la fanciulla bruna.

— Che vuoi da me? — Tu dèi saperlo, io penso

e tempo da garrir più non m´avanza. —

Spuntava intanto la gioconda luna;

cadean le porte; e un grave odor d´incenso

già si spargea per la funerea stanza.