XLVI.

By Luigi Tansillo

Chi generò tra gli alti e bei desiri,

Onde avete, Alessandro, il cor sì pregno,

Desio dei versi miei? ch'io stesso sdegno,

Siccome quei, che nascon di martiri.

Svelle dall'alma il suon dei miei sospiri

Forza d'amor, non già virtù d'ingegno:

Non han favor di muse, onde sia degno,

Ch'io gli faccia varcar l'onde di Liri.

Fate voi risonar per ogni lido

La vostra altera tromba, onde ne goda

Il Tebro, il Mincio, il re dei fiumi, e l'Arno.

A me fia assai, lungo il Sebeto, e il Sarno,

Gonfiar l'umil sampogna, sì che m'oda

Vulturno, Crate, Silari, ed Aufido.