XLVI

By Rosello Roselli

Che fortuna è la mia che nel cor parme

avere un sempre che madonna pinga

e contra ogni dover sì mi sospinga

a doverla servir, né posso aitarme?

Non giova ingegno alcun, non forza d'arme

a cacciarla de lì, ben che solinga

se veggi star, perché chi la costringa

non trovo, ed io da me non so che farme.

Quanto è mortal piacere esser costretto

da un falso desio, che Amor notrica

nel petto di ciascun misero amante!

De qui nasce el mio pianto con diletto;

sperando far piatosa mia nemica

sempre alla morte mia mi faccia avante.