XLVII – T. Tasso

By Giacomo Leopardi

Vecchio ed alato dio, nato col sole

Ad un parto medesmo, e colle stelle;

Che distruggi le cose e rinnovelle,

Mentre per torte vie vole e rivole;

Il mio cor, che languendo egro si duole,

E de le cure sue spinose e felle

Dopo mille argomenti una non svelle,

Non ha, se non sei tu, chi più 'l console.

Tu ne sterpa i pensieri, e di giocondo

Obblìo spargi le piaghe: e tu disgombra

La nebbia onde son pieni i regii chiostri.

E tu la verità traggi dal fondo,

Dov'è sommersa: e senza velo od ombra,

Ignuda e bella a gli occhi altrui si mostri.