XLVII

By Domenico di Giovanni

Vostra piacevolezza e lo sprendore

di vostra vaga luce e bel parlare,

l'onestà vostra, e 'l vago e bel guardare,

m'ha mille volte già passato il core

Per modo tal che sempre, a tutte l'ore,

mi convien vostra nobiltà pensare.

Voi veramente potete considerare

ch'io son vostro servo e voi mio signore.

Tant'ho io di ben quant'io posso vedere

vostra persona angelica e vezzosa,

adorna di costumi e di piacere.

Se io posso fare alcuna cosa

comandatemi che, giusto al mio potere,

io la farò, palese e nascosa.

Voi siete sì graziosa

che Colui che fe' il caldo e 'l gelo

pari non fe' di voi 'n terra né 'n Celo.