XLVII

By Francesco Beccuti

Rivedrò pur la bella donna e 'l luoco

ov'io lasciai (chiude oggi un lustro appunto)

l'arso mio core, e non s'è mai disgiunto

per sì lunga stagion dal suo bel fuoco;

troverò in lei nulla cangiato o poco

quel suo mortal ch'è col divin congiunto,

ma io, dagli anni e da l'ardor consunto

le sarò più che prima a scherno e giuoco.

Trovi almeno appo lei fede sì salda

tanta mercé, ch'a le sue luci sante

pascer non sia questi avidi occhi greve;.

e se raggio d'amor punto la scalda,

dica tra sé: — Fedel, verace amante,

a sì lungo digiun quest'esca è breve —.