XLVII

By Gaspara Stampa

Io son da l'aspettar omai sì stanca,

sì vinta dal dolor e dal disio,

per la sì poca fede e molto oblio

di chi del suo tornar, lassa, mi manca,

che lei, che 'l mondo impalidisce e 'mbianca

con la sua falce e dà l'ultimo fio,

chiamo talor per refrigerio mio,

sì 'l dolor nel mio petto si rinfranca.

Ed ella si fa sorda al mio chiamare,

schernendo i miei pensier fallaci e folli,

come sta sordo anch'egli al suo tornare.

Così col pianto, ond'ho gli occhi miei molli,

fo pietose quest'onde e questo mare;

ed ei si vive lieto ne' suoi colli.