XLVII

By Giovan Battista Nicolucci

Abissata la terra,

non più d'aratri e greggi,

o di negoci e leggi,

non più di corte e d'armi,

o d'oro accumulato, o d'erger marmi,

non di Muse o pittura,

o d'altri studi industri,

o poco chiari o illustri,

sia al mondo alcuna cura,

che pur ch'io seco in sempiterni lustri

(oh che dolce ventura!)

l'onde solcassi, il cor d'altro non cura.