XLVII

By Giovanni Boccaccio

Se io potessi creder ch'in cinqu'anni,

ch'egli è che vostro fui, tanto caluto

di me vi fosse, che aver saputo

il nome mio voleste de' mia danni

per ristorato avermi, de' mia affanni

potrei forse sperare ancora aiuto;

né mi parrebbe il tempo aver perduto

a condolermi de' mia stessi inganni.

Ma poi che gli è così, come sperare

posso merzé? come fin all'ardore,

che, quanto meno spero, è più cocente?

So si dovria cotal amor lasciare;

ma, non potendo, moro di dolore,

cagion essendo voi del fin dolente.