XLVII

By Pietro Bembo

Or c´ho le mie fatiche tante e gli anni

spesi in gradir Madonna, e lei perduto

senza mia colpa, e non m´hanno potuto

levar di vita gli amorosi affanni,

perché vaghezza tua più non m´inganni,

mondo vano e fallace, io ti rifiuto,

pentito assai d´averti unqua creduto,

de´ tuoi guadagni sazio e de´ tuoi danni.

Ché poi che di quel ben son privo e casso,

che sol volli e pregiai più che me stesso,

ogni altro bene in te dispregio e lasso.

Col monte e col suo bosco ombroso e spesso

celerà Catria questo corpo lasso,

infin ch´uscir di lui mi sia concesso.