XLVIII (52)

By Luca Contile

Questa sbattuta nave che da pria

fu fatta inviolabil, poi mortale,

ridotta per colui che 'l comun male

imparar volle per vetata via,

stolto nocchier per alto mar disvia

senza mirar la stella che prevale

a la tempesta, quando l'onde assale

più che mai nella fin superba e ria.

Rotto 'l timon, la vela rotta e i remi

di man caduti, il misero si lagna

nocchier, che già potea né si providde.

Non basta ch'egli si lamenti e gemi,

che se pietà d'Iddio non l'accompagna,

preda sen va di Scilla e di Caridde.