XLVIII
Glorioso, divino Angel, ch'a Dio
se' de' più cari, e con maggior virtute
ci mostri il suo valore, e la salute
nostra, che da lui vien benigno e pio,
tu ne puoi sol tener in grazia a Dio,
sol chiare in te virtù, mai conosciute,
da te dimostre con parole argute:
deh! che nel tuo orar sie degno anch'io.
Tromba del paradiso, in cui mi fido,
vero nunzio del gran primo Fattore,
beato chi ti sente e chi t'ha visto.
Non Paulo, Agustin, Giovan, ma Cristo
puro si sente per il tuo splendore:
deh fa degno di te 'l mio basso nido!