XLVIII

By Ascanio Pignatelli

Mentre acerbo dolor turba il sereno

Del mio bel Sole, e 'l mal, ch' entro l' accora,

Sparso in lagrime versa, e stilla fora

Pioggia di perle da' begli occhi in seno,

Non più vago d' April suol il terreno

Con la ruggiada sua pinger l' Aurora,

E 'l dolce pianto il suo bel volto infiora,

E le rose nutrica, ond' egli è pieno:

Tosto a quel rio corre, assetato, et arso,

E quasi augello in su l' estivo ardore,

Il mio cor lasso ivi s' immerge, e bagna;

Ivi in vendetta sua, s' avaro, e scarso

Gli fu di pianto, e di pietate Amore,

Lieto gioisce, or ch' ei s' attrista, e lagna.