XLVIII

By Giovan Battista Nicolucci

L'immenso pregio di bellezza e onore

solca con la dolce aura l'onde crespe,

mentre che intanto l'amorose vespe

si hanno tolto a ferirmi gli occhi e il core,

ed ecco che Nettun, pien di furore,

perché il mio ben con la sua nave incespe

fa che l'irato mar vie più s'increspe,

e che il regno d'amor sia contra Amore.

Ah me, qual flutto impetüoso e truce

percota, copra, immerga, e tiri al fondo

pria che toccar suo leggiadretto piede!

Ma non sofferse il Ciel che tanta luce

per sì lieve cagion perdesse il mondo,

e al lume nostro il suo bel sol ridiede.