XLVIII

By Giovanni Prati

Quando la sera, senz´ala di vento,

per la tacita selva si diffonde

lieve un bisbiglio, e par sott´ogni fronde

essere ascosa un´anima in lamento,

i´ me ne vo solingo e a passo lento

per quel rumor che viene i´ non so donde;

e ciò ch´ei mi palesa o mi nasconde,

somiglia a ciò che di più arcano io sento.

L´ombra, il tempo infinito e i suoi misteri,

con l´amore e il dolor di ciò che sparve,

odo tutto nel suon di quelle foglie.

E continuo a formar passi e pensieri;

e questo mondo, foss´ei pur di larve,

per poco a l´altro, ch´è peggior, mi toglie.