XLVIII

By Luigi Da Porto

Quando i begli occhi, che dàn luce al mondo

E fanno invidia al sol, mirano i miei,

Senza invidiare il lor nettare ai dèi

Pasco d'un cibo a null'altro secondo.

L'anima a pena di dolcezza il pondo

Sostien, che di tal raggio abonda in lei;

Parton da me i pensier' crudi e rei,

E rimango d'un sol lieto e giocondo.

Questi poscia mi stampa, ovunque io miri,

L'oro lucente, l'ebeno e i rubini,

Onde Amor arco, rete e face prende;

Coi quali or dolce lega, or dolce accende,

Or dolce impiaga, e i lor cortesi giri

Mi mostra e gli atti angelici divini.