XLVIII.

By Tullia d'Aragona

lo che fin qui quasi alga ingrata e vile

sprezzava in me così l'intera parte,

come u' di fuor, che tosto invecchia e parte

da noi ben spesso nel più bello aprile,

oggi, Lasca gentil, non pur a vile

non mi tengo (mercè de le tue carte)

ma movo ancor la penna ad onorarte,

fatta in tutto a me stessa dissimile.

E come pianta che suggendo piglia

novo licor da l'umido terreno

manda fuor frutti e fior, benché s'attempi:

tal'io potrei, sì nuovo mi bisbiglia

pensier nel cor di non venir mai meno,

dar forse ancor di me non bassi esempi.