XV
Suon di campane e picchiar di martello,
strida di topi e abaiar di cani,
morsi di pulce e chiamar di villani,
romor di chiavi e puzza d'alberello
m'han tolto ogni dolcezza dal cervello,
ch'aver gli uomini soglion che son sani.
Tutti e mie sentimenti paion vani,
perché dormir non so in questo castello.
Giacer sempre mi par con vetturali,
che spesso fanno della notte giorno,
e non ch'i' sia fra le genti nostrali,
ma Greci e buon Tedeschi ho presso el forno,
tarli, zanzare e più altri animali,
che, chi cantando e chi sonando el corno,
vanno la notte atorno,
faccendo al van pensiero una gran festa,
per dare alla mie vita più molesta.