XV

By Camillo Scroffa

Quando il Trinagio, honor de l'human genere,

apre le labra a i carmi suoi dottissimi,

coron le Muse et Phebo velocissimi,

le Gratie, i Salij, et Cupidine, et Venere;

et poi ch'odono il canto non degenere

da quel che celebrò con versi altissimi

le ville, i pascui e i duci famosissimi

che già lasciaro Ilio converso in cenere

sfrondano i lauri, sbarbicano l'hedere,

e alternamente a lui facendo homagio

mille corone al sacro capo annectono;

poi gridan: «Venga ogni poeta a cedere,

peroché in van syllabe et piedi inflectono

gli emuli del grandissimo Trinagio».