XV
Per far gli huomini anchor più chiari e certi
c'honor sempre e rispetto han da portarvi
vengo, o donne, a narrar vostri alti merti.
E spero insieme con ragion mostrarvi
ch'essendo voi state in possesso ogni hora
de i vostri ornati, alcun non può privarvi.
O sacra e bella Dea, ch'uscendo fuora
de l'onde salse, festi eterno il mondo
che in breve senza te caduto fora,
fammi, ti prego, in tal guisa facondo
ch'io possa così raro e bel soggetto
esprimer con parlar dolce e giocondo.
Che il sesso feminil sia il più perfetto
per ragion consta, e per autoritade
di tanti dotti e saggi che l'han detto,
oltra che in questa, e in ciascun'altra etade
mostraro, e mostran, tanta esperienza
di valor, di dottrina e d'honestade,
che per se stesse homai le donne, senza
gir mendicando il debil nostro aiuto,
sperar denno in favor questa sentenza.
Questo è pur chiaro da ciascun veduto
che portan di beltà l'intera palma,
non che per fede sia da noi creduto.
E quanto appar questa corporea salma
di fuor più bella, tanto haver si trova
dentro più vaga e più perfetta l'alma.
Per un'altra ragione anchor si prova
che a Dio, somma beltà, più si assomiglia
la donna, onde miglior più al mondo giova;
e quanto ha più begli occhi e belle ciglia,
tanto Iddio serba idea più bella in mente,
donde la forma nel crearla piglia.
Ma ben che poi sia stata ingiustamente
ridotta a poco a poco in servitute
da l'huom più forte, non già più prudente,
non è però che tanta e tal virtute
non regni ne le donne, che cagione
state a molti non sian di gran salute.
Se in esser forte la perfettione
si riponesse, fora il tauro e l'orso
più perfetto di noi, l'apro e il leone.
Bench'io potrei, con lungo e bel discorso,
di molte donne addur veraci esempi
c'han dato in guerra a gli huomini soccorso,
e d'altre che tornaro, (uccisi gli empi
tiranni), in libertà la patria loro,
e ne gli antichi e ne i moderni tempi.
Quante van cinte con ragion d'alloro
sì per vittorie, sì per culti carmi?
Quante a i popoli dier pace e ristoro?
Quante carte non pur, ma quanti marmi
serban scolpite le memorie eterne
di donne valorose in lettre e in armi?
La pia religion con l'altre interne
virtù, de la beltà vero ornamento
fuor che in lor, quasi più non si discerne,
e de la continentia il lume, spento
già ne gli huomini affatto, in lor si serva,
del feminil valor chiaro argomento.
Per una donna al senso fatta serva
mill'huomini trovar ben mi confido,
onde femina far veggiam Minerva.
Maschio a l'incontro poi veggiam Cupido,
cosa ch'alto mistero in sé nasconde,
sia qual si vuol del vulgo ignaro il grido.
Quanti di noi mai si gettar ne l'onde
per conservar de l'honestà l'honore?
S'io vo chiedendo alcun non mi risponde.
Quanti col ferro mai s'apriro il core
per l'istessa cagion? s'io vo cercando
nessun ritrovo, e in van consumo l'hore.
Ma se quante ciò fer donne io dimando,
ne vo cento, anzi mille, anzi infinite
e in ogni loco e in ogni età trovando.
S'io vuo' contar le forti e in guerra ardite,
o quelle che per vario altro sentiero
al colmo de la gloria son salite,
spender tutto mi veggio un anno intero
senza poter di mille una sol parte
spiegar di quel ch'io chiudo entro al pensiero.
Mancan la forza in me, l'ingegno e l'arte,
tante e tali mi occorreno, e diverse,
da non capire in così anguste carte.
Chi l'argive potria, le chie, le perse
contarvi, o dir di Caria la regina
chiara, sì che oscurò di gloria Xerse?
Chi Micca, e Megistona, e la divina
Stratonica, e Pieria, o quella schiera
nobil celta, o milesia, o sagontina?
Chi te Zenobia, o sovra ogni altra altera,
di tutte le virtù sicuro vaso,
per cui la palma il tuo bel sesso spera?
Cinthia in Delo per te, per te in Parnaso
gioisce Apollo, e Marte appresso i Geti
stupido è già del valor tuo rimaso.
Chi te, Vittoria? O fortunati e lieti
giorni mentr'ella visse, e dal cui seme,
felice Ausonia, quanti frutti mieti?
Ma possibil non fia raccorre insieme
le tirrhene e le melie e le spartane,
che a mezo pur di gir manca la speme.
Sol d'alcune dirò dunque romane
ch'esser più mi parran degne d'historia,
star lasciando le greche e l'altre strane.
M'occorre in prima Roma a la memoria,
da cui l'alta cittade il nome prese
ch'ogni gente, ogni Re passò di gloria.
Giunta al Tebro costei le navi accese,
onde constretto Enea fu di fermarse
l'animo havendo a più lontan paese.
Quirin poi nominò da costei, ch'arse
l'armata, il loco, pria cintol di mura,
e in quel raccolte varie genti sparse.
Con le sabine Hersilia poi sicura
tra i padri entrando, e tra i mariti armati,
piegò la mente lor spietata e dura.
Lucretia indi e Virginia, onde scacciati
furo i tiranni, e da loro empia e fella
morte due volte i cittadin salvati.
Con questa il padre vien, Bruto con quella
di sangue tinti, e in man col ferro ignudo
feroci e in vista horribili e in favella.
Seguon Clelia e Valeria, ond'io conchiudo
che fosti, o gentil coppia, per difesa
non men che Horatio e Mutio a Roma scudo.
Vetturia ecco e Volunnia, che l'accesa
mente di Martio intepidiro in guisa
che abbandonò la scelerata impresa.
Negletta havea pur dianzi egli, e derisa
la maestà patritia e i sacerdoti,
e di salute ogni altra via precisa.
D'effetto riusciro in tutto voti
già i dissegni dei padri, onde mostraro
le donne i cori lor pronti e devoti.
Alhor che i Galli a viva forza entraro
sì superbi e sì pien d'ira e d'orgoglio,
che a contrastar non si trovò riparo,
per tutto strida uscian, pianto e cordoglio,
sangue e morti e sospir, sendo già dome
le forze, e posto assedio al Campidoglio.
Per far le corde a gli archi, acciò che il nome
romano senza dar l'ultimo crollo
stesse, le donne si tagliar le chiome.
L'oro e le gemme si levar dal collo
per far l'impresa, e questo un'altra volta
fatto havean per ornarne in Delpho Apollo.
Tal che il Senato alhor, visto la molta
virtù lor degna d'infiniti honori,
la mente havendo al premiarle volta,
oltra l'oro e le gemme, oltra i lavori,
d'esser lodate in morte anco lor diede
come i gran Duci e gli alti Imperatori.
Dal capo di ricami in fino al piede
poteansi ornar, tener cocchi e carrette,
né ciò per gratia fu, ma per mercede.
Se non per gran cagion poscia ristrette
non fur le donne in ciò mai dal Senato,
e poco in uso anchor la legge stette,
com'io dirò, ma pria vuo' prender fiato.