XV
Che veggio? in Verme si trasforma un Giove,
che di serica luce il sen fecondo,
entro un Orbe di rai, sferico pondo,
Arbitro de' suoi Fati agita e move.
Con invidia de i Cigni in forme nòve
serpe brun, bianco vola, e splende biondo:
che se Danae del lusso è fatto il Mondo,
estenuato in fila, oro gli piove.
Se fascia Giove in Epicicli erranti
di satellite Stelle il cerchio ambito,
un Verme orna di pompe anco i Regnanti.
Sol di Giove non ha, che al lampo ardito
di fulminoso Ciel perde i sembianti:
e se rapì l'Europa, ora è rapito.