XV

By Giovanni Pascoli

O fiumi, o delle rupi e dei ghiacciai

figli rubesti, che precipitate

a pazza corsa senza posar mai,

con l'eterno fragor delle cascate,

ruzzando come giovani giganti,

senza perché, per atterrir le fate

delle montagne; e trascinate infranti

boschi e tuguri, urtate le città,

struggete i campi, sempre avanti, avanti,

avanti, pieni di serenità...