XV

By Luigi Da Porto

Sì vinta è in me la ragion dal desire,

Ch'io mi sento guidare

Ad un falso sperare

là dove aperto veggio il mio morire.

E quantunque io conosca ire a la morte

Seguendo un ostinato mio pensiero,

Che un bel volto mi stampa ovunque io miri,

Amor pur contra me crudele e fero,

E la spietata mia perversa sorte

M'invoglia sì de' miei propri martiri,

Ch'omai son fatto a me stesso nemico,

Né posso il cor ritrar da l'uso antico,

Che svïato dal senso, che 'l consiglia,

Conosce il meglio, et al peggior s'appiglia.