XVI (20)

By Luca Contile

Nessuna cosa, Vendramin, io truovo

che sia grata a Dio, sia più simile,

quanto l'amor d'una anima gentile

che dolcemente in amicizia pruovo.

E quanto più la gusto, più rinuovo

ne la contemplazione alta ed umile

d'Idio piatoso, e d'ogni cosa vile

sdegno la vista, e a lui sol mi muovo.

Per la verace fede il divin fuoco

ci scalda, per cui solo altri è perfetto,

qui con Dio, più che posso mi rannodo.

Per umana vertù conserva un luoco

due spiriti d'amicizia, onde al mio petto

gli amici, dopo Idio, congiunti, godo.