XVI

By Ascanio Pignatelli

Tien la mia gioia entro ne l' alma unita

Con la mia pena eguale imperio a parte,

E da le voglie sue divise e sparte

Lacera, e pur non spenta è la mia vita;

Forse con l' una allor l' alta infinita

Forza de l' altra Amor libra, e comparte,

E quella, che cadria languida parte

Morta da l' un, col suo contrario aita;

Né questa è già mercé che la console,

Anzi perch' arda in sempiterno ardore

Tempra le fiamme, onde si strugge, e dole,

E perché stratii, e non ancida il core,

Meschia l' amaro entro al piacer, né vole

Che pietà tronchi, o morte il suo dolore.