XVI
Amor, che sempre all'amante è cortese,
mi sforza che da voi, donna gentile,
a parlar venga, poveretto e umìle,
sicuramente e sanza alcune offese;
onde io, che nacqui drento al bel paese
e sotto libertà tengo covile,
benché suggetto di voi signorile,
madonna, io sia, e non v'è ancor palese,
son mosso e vengo sol per ubidire.
Parlerò con temenza; or m'ascoltate:
già mai cosa parlata non ridire.
Io ve ne priego, o fonte d'onestate,
piacciavi mie parole essaüdire.
Oh grazïoso vaso di beltade,
vostra benignitade
priego di grazia e vostro dolce amore
che me vogliate per buon servidore.