XVI

By Camillo Scroffa

Poi che Fidentio stupido e attentissimo

del gran Trinagio udì l'alta eccellentia,

a i discipuli suoi diede licentia

et chiuse l'ostio al suo gymnasio amplissimo,

exclamando: «O poeta eminentissimo

repleto di mirifica scientia,

o orator di più rara eloquentia

che l'Arpinate nostro facondissimo!

O emulo di quel che morì a Utica,

ben son, ben son felici quei discipuli,

che la tua diligentia ha da corrigere!

Degnati d'aggregarmi a i lor manipuli,

ch'io vo' un subsellio nel tuo ludo erigere,

lasciando qui la magistral mia scutica».