XVI

By Domenico da Prato

D'amor pensando, per la via passava.

Di donna un canto udi' qual mi conforta;

questa a guidarmi a Venus mi fé scorta.

Come smarrita, l'alma mia ascoltava,

di qua di là mirando, ove svernava

la vaga melodia, che mi fu porta,

tra me pensando che del ciel la porta

aperta fusse, onde a udir mi fermava;

ma tanto rinforzava il bel lavoro

di lira dolce, ch'io vi stetti il giorno.

Questa cantava del vermiglio moro,

dove Piramo e Tisbe fêr soggiorno,

quale esser dee di Giove l'alto coro.

O musica beata! Al viso adorno

di' ch'io farò ritorno;

ma pria vo' te, sonetto, avere offerto

al vertüoso giovine Ruberto.