XVI

By Giovanni Alfonso Mantegna

O bella fronte, ove fu teso il laccio

che dolcemente mi ristringe il core!

O lucidi occhi, che soave ardore

spargete in cui mi struggo, ardo e agghiaccio!

O parlar saggio, ond'io sovente scaccio

de l'alma ogni noioso, aspro dolore!

O perle, o bei rubin, fra' quai l'odore

sorge, cagion del mio gioioso impaccio!

Ben ricevei cortese e largo dono

di tanta alta vaghezza il lieto giorno

ch'Amor di voi mi fece umil soggetto.

Or perché, lasso, quel divino oggetto

non mi dimostra quante grazie sono

dal ciel discese a far nosco soggiorno?