XVI

By Lorenzo de' Medici

Belle, fresche e purpuree viole,

che quella candidissima man colse,

qual pioggia o qual puro aer produr volse

tanti più vaghi fior' che far non suole?

Qual rugiada, qual terra o ver qual sole

tante vaghe bellezze in voi raccolse?

Onde il suave odor natura tolse,

o il ciel, che a tanto ben degnar ne vuole?

Care mie violette, quella mano

che vi elesse intra l'altre, ove eri, in sorte

vi ha di tante eccellenzie e pregio ornate!

Quella che il cor mi tolse, e di villano

lo fe' gentile, a cui siate consorte,

quella adunque, e non altri, ringraziate!