XVI

By Pietro Bembo

La mia leggiadra e candida angioletta,

cantando a par de le Sirene antiche,

con altre d´onestade e pregio amiche

sedersi a l´ombra in grembo de l´erbetta

vid´io pien di spavento:

perch´esser mi parea pur su nel cielo,

tal di dolcezza velo

avolto avea quel punto agli occhi miei.

E già dicev´io meco: o stelle, o dei,

o soave concento!

Quand´i´ m´accorsi ch´ell´eran donzelle,

liete, secure e belle.

Amore, io non mi pento

d´esser ferito de la tua saetta,

s´un tuo sì picciol ben tanto diletta.