XVI

By Rosello Roselli

Amor, da poi ch'io fui dentro al tuo regno,

altro già mai non ebbi che tormenti

ed infiniti guai; e tu il consenti,

pieno di tradimenti, d'ira e sdegno.

Condutto hai el mio debile legno

in mezzo 'l mar con tuoi atti piacenti

e poscia il lasci fra contrarî venti

senza vela, temone o altro ingegno.

Né puo' però di me, tiranno, dire

se non che fedel troppo ti son stato,

sprezzando ogni altro, sol per te servire.

Se questo tu mel metti per peccato,

l'ira di Dio possi in te venire,

sì che d'ogni tuo ben tu sia privato.