XVII29

By Torquato Tasso

Vince senza pugnar: de’ vinti suoi

no ’l sapendo trionfa; or che fia poi?

Che sarà poi, quando del dolce riso

spieghi i tesori e de’ begli occhi i lampi?

chi non sarà dal suo parlar conquiso?

chi fia ch’a quei suoi vezzi invitto scampi,

quand’ella, armata di pietate il viso,

oppugni l’alme e intorno a i cor s’accampi,

quand’ella adopri fulminando insieme

le machine d’Amor: diletto e speme?