XVII30

By Torquato Tasso

ché piaga di tua mano e di tuo strale

uccidendo sarebbe anco vitale.

Quanto, oh quanto t’inganni! O vuoi severa,

o vuoi clemente dar pena o perdono,

clementissima sei, dolce guerriera,

s’uccidi tu: chiami castigo il dono.

Per l’altrui ferro il tuo nemico pèra;:

atto de l’ira tua ministro io sono:

il capo io troncherò di quel Rinaldo,

benché diaspro fosse o ferro saldo.