XVII

By Berardino Rota

Felice donna, in cui si specchia e gloria

natura, e da cui prende illustri e nove

forme e sembianze da far arder Giove,

da far ricca ogni penna, ogni memoria;

se credete che torni a pregio, a gloria

vostra il mio mal, che par tanto vi giove,

fier desio ve n’inganna, e ben vi move

sete di biasmo e di crudel vittoria.

Devreste chi v’honora haver più caro,

ché, s’a grado vi sia serbarlo in vita,

havrete in cui sfogar lo sdegno amaro.

Ammendatevi pur, dandogli aita

col dolce sguardo men parco e avaro,

o dite una sol volta: «Io son pentita».