XVII

By Domenico di Giovanni

Io me credia in corte pigliar tordi,

guffi, cucuvezoli in gabbiole,

ove son gente de diverse scole

e non son matti, né castron balordi,

Anzi al quatrino sempre sono ingordi

e vogliono altro cibo che parole.

Se tu dì altro dicon che son fole,

e s'io non spendo i fatti miei son lordi.

E 'l pover prete sempre è pettinato

fino su l'osso, a scana compagnone,

poi dice di farlo bon prelato.

A poco star diventa ben magrone,

se fusse più che Juda scellerato,

spendendo bene a loro intenzione.

Fatti questa ragione:

che chi va in corte e porta bon borsotto

egli è pievano e vescovo di botto.