XVII
Te, lagrimosa pianta, assembro a Amore
Benché altrove i miei mal sian gemme e scogli;
Tu sola e nuda verdi germi sciogli
Dal tuo grembo natio divelta fuore:
Ché è sì possente e di cotal vigore
Quella natura che da prima accogli,
Che nuovo parto a generar t'invogli
Allor ch'ogni altra si corrompe e muore.
Ei da la speme, onde si nutre e pasce,
Tolto lunga stagion, virtù non perde,
Ma spiega mille ognor freschi desiri.
Lasso, né fredda pietra od erba verde,
Onda, rena, pratello, orto non nasce
Che a tristo esempio del mio mal non giri.