XVII

By Michele del Giogante

Quell'imbendato arciere 'l cor mi cinse

d'un'amorosa fiamma, in modo tale

ch'alcun ripar per assentar non vale,

poi che 'l dorato stral la corda pinse.

Quel miniatore 'l bel viso dipinse

suppremo sopra 'l corso naturale

di quella mia nemica, colla quale

Amore insieme in tal guisa mi strinse,

per far quel volto in tal perfezïone

che perla oriental proprio parea.

Ma poi col tempo per vari accidenti

cangiato è tutto a tal mia passïone

ch'i'ho menar col tempo vita rea,

se non ritornan quegli occhi lucenti.

Guarita le rammenti

di risanar la mia incurabil piaga,

dov'erbe non ci val, né arte maga.