XVII
Quell'imbendato arciere 'l cor mi cinse
d'un'amorosa fiamma, in modo tale
ch'alcun ripar per assentar non vale,
poi che 'l dorato stral la corda pinse.
Quel miniatore 'l bel viso dipinse
suppremo sopra 'l corso naturale
di quella mia nemica, colla quale
Amore insieme in tal guisa mi strinse,
per far quel volto in tal perfezïone
che perla oriental proprio parea.
Ma poi col tempo per vari accidenti
cangiato è tutto a tal mia passïone
ch'i'ho menar col tempo vita rea,
se non ritornan quegli occhi lucenti.
Guarita le rammenti
di risanar la mia incurabil piaga,
dov'erbe non ci val, né arte maga.