XVIII. ALL'INCOMPARABILE CLIMENE TEUTONICA P. A. MANDANDOLE LA PRECEDENTE CANZON...

By Vincenzo Monti

O Climene, o primo onore

Del real populeo fiume,

Mio presidio, e dolce amore

Del cetrato intonso nume:

Se la bella alma Salute

Da Esculapio omai stancata,

Di fresch'erbe sconosciute

L'aureo crine inghirlandata,

Di Cocito al tenebroso

Cupo regno alfin cacciò

Quel malor che sì oltraggioso

Le tue guance scolorò;

E chiamando in lieto aspetto

Le tranquille ore di pria,

Te le guida appresso il letto

A tenerti compagnia:

Porgi orecchio ai versi un poco

Che il tuo vate a cantar prese

Per temprar d'amore il foco

Che un bel volto in sen gli accese.

Altre volte in Pindo i miei

Casi acerbi udir volesti;

E, pietosa come sei,

Del mio mal cordoglio avesti.

Dritto è dunque ch'io ti canti

Le novelle mie sconfitte

Non ancor su i lauri amanti

D'Elicona incise e scritte.

Mentre io canto, al tuo Camillo

Dal gran Tebro arrechi Imene

Su l'Eridano tranquillo

Le soavi sue catene;

E alla mia Ferrara in grembo

Di felici ascosi eventi

Versi Giove un largo nembo:

Ma tu siedi intanto, e senti.